sull'autore

E’ incredibile, ma non ce n’era alcuna permessa dell’attivita’ artistica  e della fama mondiale di Lekim Ibragimov. E’nato nel 1945 nel villaggio (il villaggio Kichik dekhkan della provincia Uygurskiy della regione di Almaty) in una famiglia di insegnanti.  Nei dintorni non ce n’ erano ne musei ne almeno un cenacolo artistico. I genitori mettevano tutto il cuore nell’educazione di Lekim. Il padre amava di leggere, ed è  proprio questa passione per tutta la vita ha determinato il destino di suo figlio. Nei libri che portava suo padre, Lekim, da ragazzino, era in grado di discernere la sua vera vocazione. La strada irta di ostacoli di un artista è iniziata da una copia di illustrazioni di libri, seguita da illustrazioni di giornali murali della scuola, e poi - ha giocato l’ultima carta! Nel 1962 Lekim va per Almaty per iscriversi alla scuola d'arte. E ... naturalmente, non supera l’esame. "Non sono stato ben preparato" - con un sorriso, spiega l’artista.

E’ stato niente’altro che un ostacolo temporaneo. "Se  sia predestinato, il talento viene donato ad una persona - dice Lekim –, insieme alle condizioni necessarie per poter creare, le situazioni per poter crescere e sviluppare il talento  e le opportunità per poter andar avanti." La famiglia ha creato per l'artista le condizioni giuste – non l’hanno mai chiesto di tornare a casa, ma hanno dato un forte sostegno morale e finanziario. Lekim rimane ad Almaty, frequentando le lezioni d'arte e fra due anni diventa uno studente della Scuola d'Arte di N.V. Gogol di Almaty. Poi c'è stato l’Istituto Statale del Teatro e d’Arte di Tashkent (Dipartimento di arti grafiche, 1971-1977.), il tirocinio presso la Casa dell’Arte"Senezh" a Mosca, ed un periodo dell’acquisizione delle nozioni di grafica nel Baltico.

Uzbekistan, come luogo di residenza e di formazione dell'artista, non è stato scelto a caso - la regione e’ sembrata ideale a Lekim per lo studio dell'arte antica, alla quale ha sempre avuto un’inclinazione. I capolavori di architettura antica, arte applicata e decorativa, tradizioni ed usanze conservate qui e sintonizzate di molte culture grazie alla Grande Via di Seta, che tutto sommato  e’rilevato per Lekim una tentazione irresistibile. Non è a caso più tardi, guardando i suoi quadri, lo spettatore sempre ricordera’ le miniature orientali e gli affreschi antichi.

Ed e’ da sempre nella sua strada si capitavano le persone che  lo sostenevano in tutto: la moglie Mariam - anche lei e’ un’artista, un decoratore professionista - è riuscita a creare un’atmosfera giusta per il futuro maestro dell’arte, che l’ha sempre aiutato  e sostenuto. Non c’e’ da miravigliarsi che anche il figlio di Lekim,  Gayrat Ibragimov, e’diventato  un artista, scegliendo la propria strada di pittura.

Lekim ricorda molti dei suoi amici e mentori solo con il senso di gratitudine: Brigitte Shtanke - un famoso storico dell'arte tedesco, organizzatrice delle mostre di Lekim in Germania; Irina Antonova - Direttrice del Museo di Pushkin, e tanti altri. Tutti loro hanno accompagnato  Lekim durante il suo percorso artisctico, perché non ha mai smesso di cercare l'arte. E non si ferma fin ad oggi. "Porto la pietra pesante. Non ho cercato quella piu’ leggera "- così ha scritto Lekim nelle sue poesie.

Il riconoscimento è venuto rapidamente per l'artista. Quasi subito dopo la laurea a Tashkent, nel 1978 Lekim diventa il membro dell'Unione degli Artisti dell’Uzbekistan e poi - dell'Unione degli Artisti dell’Unione Sovietica. Dopo di che c’e’ stata la partecipazione alla prima esposizione internazionale a Lussemburgo (1989). Lekim si emoziona molto ricordando l'evento: "Per la prima volta cosi lontano all'estero, per la prima volta tale riconoscimento." La prima mostra è stata seguita da tante altre, in Francia, Germania, Austria, Giappone, Cina, India, Bangladesh, Kazakhstan, Uzbekistan, … Ad oggi ce ne sono state le decine delle mostre. Ogni delle quali e’ una certa tappa sulla strada artistica. Ma ci sono anche i titoli ed i premi! Nel 1999 a Lekim Ibragimov è stato conferito il grado dell’Accademico dell'Accademia di Belle Arti, nel 2001 – il titolo dell’ "Artista del popolo dell'Uzbekistan"

"Il sogno di tutti gli artisti - di ritrovarsi un giorno tra i maestri della pittura come Repin, Serov, Vasnetsov," - disse una volta Lekim. Il suo sogno è stato realizzato nel 2008, quando e’ stato ammesso all'Accademia di Belle Arti della Russa. "Potevo solo sognare al riconoscimento di questo livello. Sono stato improvvisamente messo nelle file dei luminari , i modelli da seguire, i geni ".

Le opere dell’artista si trovano nei numerosi musei e gallerie in tutto il mondo, tra cui il Museo dell’Asia Orientale (Budapest, Ungheria), Museo Statale d'Arte Orientale (Mosca, Russia), Galleria nazionale (Novosibirsk, Russia), Museo Statale di Belle Arti (Tashkent, Uzbekistan), e molti altri.

Forse c’e’ da riflettere su quello che distingue un artista da un semplice mortale - mica solo il talento? No, forse, sono le caratteristiche della natura dell’essere umano, come entusiasmo, sensibilità artistica, finezza della percezione. Centinaia di turisti dimenticano gli affreschi di  Turfan o Afrosiab,  il giorno dopo averli visti, ma solo un vero artista e’ in grado di perdere il sonno e l'appetito, avvampare di gioia, e, stare in piedi davanti alla sua tela con un pennello in mano tutto il giorno a cercare, cercare, cercare... Dopo tutto,  l’arte finisce laddove si smette di cercare.

Il progetto “Mille angeli e un quadro" - è un’altra pietra miliare della carriera artistica. Il mega-quadro, composto di migliaia di brani originali, ispirati dall'arte dei popoli antichi. "Non è un mosaico, e’una metamorfosi" - insiste l'autore. Non sono mille pezzi, senza senso che non dipendano uno dall’altro ma e’ un'unità nella diversità, e la diversità nell'unità. In generale si tratta dell’arte alternativa. Ed e’un’alternativa verso la linea principale, sulla quale si sta sviluppando uno spazio d'arte moderna.

Tale gioco con la forma e il contenuto suggerisce la seguente definizione - "Workshop della pittura potenziale" - simile a quello dello studio della letteratura contemporanea  di Oulipo (Oulipo - Ouvroir de la littérature potentielle).  La scuola Oulipo  è stata fondata in Francia nel 1960, i suoi seguaci credevano che la letteratura può essere appresa per mezzo di concetti puramente matematici: loro stavano studiando le potenzialita’ linguistiche e usavano i metodi di trasformazione del testo, che portavano ad una metamorfosi straordinaria. Tale approccio ha portato ad una serie di sperimentazione letteraria. Una delle più eclatanti è forse l'opera di Georges Perec, "La vita, istruzioni per l’uso." Nel libro si tratta della vita degli abitanti di un condominio. La casa è niente altro che biquadrato, dove facendo mossa del cavallo- passando da un appartamento all'altro – Perec costruisce la sua narrazione.
Come seguaci di questo movimento, Lekim esplora i confini - ma i confini della pittura, in cerca di una nuova armonia, grazia, equilibrio e bellezza. Questo è un esperimento artistico, dettato da anni di esperienza e di ricerca del proprio percorso. L'artista stesso lo caratterizza in modo succinto, poetico e toccante:

"da tanti anni ho cercato un’epistola.
Cadevo,
soffrivo,
mi sollevavo.
Mi svegliai un giorno:
Il libro e’ dentro di me ".

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