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This is the beginning of the second stage of the "One Thousand Angels and One Painting" project world tour! 



The second stage of «Thousand Angels and One Painting» mega-canvas journey  has been completed and it is time to sum up.

From 12 to 15 August, everyone could come to Gostiny Dvor  in Moscow to witness the scale of the project and among the thousands of angels to find her . The second stage of the journey pattern in many ways surpassed the first. This is an unprecedented number of visitors, as well as close attention to such prominent media as EuroNews, Russia 24 , Culture , Russia Today, the agency Itar-Tass, and many others, art critics and art historians. Here is what they write about the project "One Thousand Angels and One Painting»

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Sul progetto

DemoRacconti delle fate delle"Mille e una notte" arrivarono da noi dalla notte dei tempi. Con un’incredibile perfezione rispecchiano una fine comprensione del mondo dei popoli dell'Oriente che viene espressa liberamente per via di allitterazione .
Grazie alla traduzione di Antoine Galland, ormai quasi da 250 anni, l'Europa conosce uno dei più grandi capolavori folcloristici del popolo orientale. “Le mille e una notte," ha avuto una grande influenza sullo sviluppo dell'arte della letteratura mondiale. Le fiabbe orientali ispirarono Montesquieu, Wieland, Hauff, Tennyson, Dickens, e Pushkin. L’ornamento bizzarro dei soggetti, la profondità e la raffinata poesia di queste leggende sono eterne : nei nostri tempi di alte tecnologie queste fiabe attirano e ispirano gli artisti. Il progetto "Mille angeli e un quadro" sta esattamente sul livello delle opere d’arte, che hanno un “profumo speziato” delle "Mille e una notte".

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Lekim Ibragimov: "Parlo con angelo dentro di me. Che ne dice il cuore? "

Epigrafe: Sono nato con un corpo dell’essere umano
             Animo mio, di dove sei?


- Come descrivereste la vostra arte?

- Questo è un compito difficile, preferirei lasciarlo ai critici e storici dell'arte. Tuttavia, molti di loro sono d'accordo con la valutazione dell’opera come una sintesi di culture e di tradizioni occidentali e orientali. Preferisco concentrarmi sul processo di creazione delle mie opere,che richiede molto tempo. L'impulso creativo puo’ passare in un minuto, ma il vero arte nasce laddove questo impulso dura trenta, quaranta anni o anche di piu’.

- Cosa La ispira?

- La principale fonte d’ispirazione per me è l'antica arte d'Oriente, così come le ricerche nell'arte contemporanea europea. Da studente, ho trascorso molto tempo a studiare le opere di artisti francesi Monet, Matisse, Gauguin. E’ incredibile, ma ciascuno di loro, scegliendo il proprio percorso, favori’  la cultura di un popolo o dell’altro.

Per Monet, e per molti altri dei suoi contemporanei, una fonte inesauribile d’ispirazione furono le stampe giapponesi, per Matisse – l’arte africana, Gauguin trascorse molti anni a Tahiti, cio’ si riflette nelle sue opere. Nessuno di loro è diventato un esempio per me, anche se sono rimasto talmente affascinato  da loro arte. Sono semplicemente andato a modo loro, scegliendo come un punto di riferimento l'arte dei popoli antichi perché in fondo solo questo tipo dell’arte sia così profondamente originale.

- Come è nata l'idea del progetto "1001"?

- L'idea è nata negli anni '90 e nel 2010  sono stati dipinti   10 angeli. Anche se, in realtà, erano sempre sui miei quadri e a questa luce, il progetto è nient’altro che un logico proseguimento sulla strada artistica. Ho messo quarant’anni per arrivarci. Mille e un personaggio originale,  ma facente parte dell'unità universale – eccola l’essenza del quadro.

- Qual è stata l'ispirazione per la tela "Mille angeli e un quadro" dal punto di vista tematico e stilistico?

- Il nucleo del progetto è dettato dalle fiabe delle "Mille e una notte",che ha un senso più universale - è l'Oriente, il bene e il male, e il meraviglioso mondo di fantasie e di creature fantastiche , il mondo degli angeli custodi. Ho lavorato per molti anni sullo stile – che sia il risultato di un duro lavoro, lo studio dell'arte degli antichi popoli della Cina e dell'Asia centrale. Ho passato un sacco di tempo all’Hermitage in mezzo ai cataloghi, cimeli e capolavori di questa regione. Numerosi viaggi per gli antichi insediamenti situati sulla Via della Seta - Turfan, Khutan, Afrosiab, Kucha – hanno anche servito come una fonte d’ispirazione. In questi  posti si sono conservati  gli affreschi  murali - un messaggio poetico, il canto che viene dalla notte dei tempi. Ognuno di loro è unico, ma mi interessano, piuttosto, le radici comuni di queste opere, con la loro laconica, sapienza concisa e particolare simbolica. E 'incredibile, come  grazie all’interazione dei popoli sulla Via della Seta, allo scambio di culture e di tradizioni e’ diventata possibile  una sintesi artistica come questa. Su questa stessa base, e’ nata anche la miniatura orientale, che, credo, in gran parte determini il mio stile.

- Quale senso, messaggio trasmettono i selezionati colori, linee e forme? Sicuramente non è a caso guardando lo schizzo, innanzitutto noti il colore terracotta e blu?

- Terracotta simboleggia la terra, blu - il cielo. Credo che vi sia un profondo e sacro significato, il duetto "cielo e terra"  - è anche un simbolo di opposizione di qualcosa di reale e tangibile a qualcosa di spirituale e sublime. Nei quadri e’ ugualmente attivo anche il colore turchese. Dovrei aggiungere che questa pietra semipreziosa fu un bene estremamente prezioso nell'epoca della Via della Seta. Fu principalmente estratta nel montagnoso Badakhshan , cioe’ qui da noi nell’Asia centrale. Per me, il turchese e’ l'anima di questi luoghi, la poesia, la vita. Le linee e le forme che rafforzano questa sensazione. La mia arte è strettamente connessa con la calligrafia, sono sempre in cerca della spaziosita’ dell’immagine e la poeticita’ delle linee, cercando di lasciare solo le cose più importanti e significative.

- Perché "Mille angeli e un quadro" - è un progetto artistico, ma non solo un quadro?

- Si tratta di un epos visuale, una legenda di mille e una angelo che sorvoleranno sulle città d'Europa. Il progetto "1001" – e’ una metamorfosi, ma in nessun caso il mosaico. Infatti, le particelle del mosaico dipendono una dall’altra, ma ogni angelo è individuale. Originariamente c’e’ stato un disegno, che ho diviso in mille pezzi, solo per far rivivere ognuno di loro. Dovete riconoscere che è qualcosa molto di più di un semplice quadro. Per me è un antico canto che entrera’ in quelle città dove saranno esposti i miei angeli. Una dei primi citta’ che si e’messa a disposizione e’ stata  Praga - credo,che ci sia qualcosa di speciale, predestinato.

- Angeli, gli angeli custodi, guide per il mondo della luce. Filosofia e’ la vostra religione?

- Penso che tutto sia molto più semplice. Si tratta di un impulso interno, senza una base teoricamente ponderata. Ho cercato, letto centinaia di libri, fino a quando mi resi conto che il libro sta dentro di me. La lingua del cuore incomprensibile alla mente, che puo’ essere solamente sentita. L’arte antica ha il suo codice e per poterlo decifrare , dobbiamo leggerlo con il cuore e con l'anima. La comprensione di questo codice e’ solamente un risultato degli anni di lavoro. A questo punto si conclude una semplice imitazione e si inizia l’arte.

- La sua opera ha la fine e l’obiettivo concreto? Quali sentimenti ed emozioni dovrebbe sollevare il quadro?

- Quando dipingi, di solito, non pensi a come il pubblico percepisce il vostro lavoro. Non era quello il punto di riferimento, ma il mondo interiore dell'artista. Tuttavia, devoonestamente dire che si spera sempre al senso interiore di chi vede il risultato degli sforzi. Vorrei sperare che sarò in grado di risvegliare nelle persone un senso di luce, per attirarli a l'essenza e all'eternità. Contribuire e portare il sollievo, per dare speranza - forse questi sono gli obiettivi perseguiti dai miei angeli. Il mio sogno è che da quest’ordine delle creature celestiali, ognuno sceglie il suo custode - e che quest’immagine diventi il suo talismano, la protezione e la fonte di calore.

- Se aspettate il successo commerciale della sua opera? A suo parere, se la sua opera sara’ un esempio di  successo artistico, o contrariamente?

- Mi sembra che se avessi pensato al successo commerciale, non sarei mai diventato un artista. Il desiderio di essere condizionato dal pubblico uccide l’arte. Ora, essendo su quella tappa del viaggio della vita, non e’ il caso di pensare al successo commerciale, io, come prima, semplicemente faccio il mio lavoro. E mi ci metto completamente. Odio la notte – per me e’ un ostacolo inevitabile, odio il fine settimana, se ho bisogno della vernice, ma i negozi sono chiusi. Mi tormenta l'insonnia, ed il cervello è costantemente impegnato dalle nuove idee. Accarezzo un sogno di farmi una bella dormita.

- Ha mai avuto dei momenti di crisi e di dubbi? Quanto chiara e’ l’immaginazione del risultato finale?

- Sono stanco. Si avvicina la fase finale, ma rimane ancora molto da fare. I dubbi non impediscono al mio lavoro, perché per quaranta anni di lavoro sono riuscito a sviluppare il mio stile di scrivere in modo sicuro. Lo schizzo sempre si delinea nella mia testa prima di essere steso sulla tela. Disegnare - significa liberare l’immaginazione dalle catene e regalarle la vita. Il lavoro sta procedendo, e non solo sul progetto. Ora sono occupato della pianificazione dei lavori futuri. Questa è la mia vita - la perpetua ricerca di nuove soluzioni artistiche, di nuove strade. La via verso il mio mondo interno.

sull'autore

E’ incredibile, ma non ce n’era alcuna permessa dell’attivita’ artistica  e della fama mondiale di Lekim Ibragimov. E’nato nel 1945 nel villaggio (il villaggio Kichik dekhkan della provincia Uygurskiy della regione di Almaty) in una famiglia di insegnanti.  Nei dintorni non ce n’ erano ne musei ne almeno un cenacolo artistico. I genitori mettevano tutto il cuore nell’educazione di Lekim. Il padre amava di leggere, ed è  proprio questa passione per tutta la vita ha determinato il destino di suo figlio. Nei libri che portava suo padre, Lekim, da ragazzino, era in grado di discernere la sua vera vocazione. La strada irta di ostacoli di un artista è iniziata da una copia di illustrazioni di libri, seguita da illustrazioni di giornali murali della scuola, e poi - ha giocato l’ultima carta! Nel 1962 Lekim va per Almaty per iscriversi alla scuola d'arte. E ... naturalmente, non supera l’esame. "Non sono stato ben preparato" - con un sorriso, spiega l’artista.

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